Marvel’s Spider-Man: recensione della nuova esclusiva Playstation 4

Spider-Man arriva su Playstation 4 con una nuova avventura targata Insomniac Games. Ecco la nostra recensione!

I videogiochi su licenza di Spider-Man hanno sempre goduto di fortune alterne, spesso traditi da un budget esiguo, o semplicemente da una pigrizia di sviluppo. Sono relativi pochi i titoli davvero memorabili dedicati all’arrampicamuri, e forse tra quelli più apprezzati dai fan di lunga data, possiamo ricordare Spider-Man 2 (2004)e Ultimate Spider-Man (2005).

Con il successo della serie di Batman Arkham firmata da Rocksteady, la rinascita dei titoli su licenza ha motivato diversi studi e publisher a rilanciare molti franchise, tenendo fede alle meccaniche delle avventure del pipistrello.

Questa volta è turno di Insomniac Games che, sotto l’egida di Sony, si è lanciata a capofitto nel mondo del tessiragnatele con l’intento di realizzare un videogioco capace di immergere gli appassionati del fumetto in una Manatthan circoscritta su misura del suo vigilante preferito.

Marvel’s Spider-Man è davvero il videogioco definitivo dedicato all’iconico supereroe dei fumetti Scopritelo nella nostra recensione!

Una New York tutta da vivere

Marvel’s Spider-Man non rientra certamente  tra i capolavori di questa generazione, ma Insomniac Games ha confezionato un prodotto nel quale ha riversato tanto amore verso il personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko nel 1962.

Le aspettative erano alte, e per quanto siano state in parte deluse, è impossibile non restarne stregati e affascinati nel momento in cui, per la prima volta, varcheremo la soglia della finestra della stanza di Peter Parker per lanciarci immediatamente in azione nella lotta al crimine. Marvel’s Spider-Man parte letteralmente in medias res, con un prologo folgorante che intende mettere fin da subito le cose in chiaro: quello che abbiamo tra le mani è un titolo ambizioso nel quale il segmento narrativo ricoprirà un ruolo cruciale nella progressione del gioco.

La storia in Marvel’s Spider-Man è il vero cavallo di battaglia che sorregge tutta la produzione, capace di riuscire dove molti altri hanno fallito: scavare in quel costante caos che alimenta la vita privata di Peter Parker, che non riesce a pagare le bollette, cerca di mantenere un lavoro stabile, e fin troppo spesso e costretto ad indossare un costume per combattere l’inesauribile crimine a New York. Insomniac ha quindi giocato molto bene le sue carte, spostando i riflettori tanto su Spider-Man, quanto su Peter Parker, così da immedesimare maggiormente i videogiocatori nella storia. Parlare della storia sarebbe un vero crimine, ma il gioco funziona quando si dedica ai momenti più intimi della vita del protagonista, supportato a dovere da una realizzazione tecnica, una recitazione e un doppiaggio italiano di ottima fattura.

E proprio questa grande importanza data alla storia, si trasforma da enorme pregio, anche nel peggior difetto: Marvel’s Spider-Man è un videogioco tremendamente lineare, che sfrutta il suo mondo open world come vero e proprio specchio delle allodole, infarcito da attività secondarie molto blande. Per quanto lo swing tra i grattacieli della città sia divertente e immersivo, l’esplorazione diventa quasi la cornice di un prodotto che vuole a tutti i costi puntare molto sulla storia, e meno sui contenuti collaterali, che dovrebbero essere l’organo principale di un titolo open world. E invece tutto questo viene asfaltato da altre esigenze che impediscono alla produzione di raggiungere la perfezione.

Be Spider-Man. Be Greater

Anche il gameplay per certi versi non brilla per originalità, ma si riduce a scimmiottare delle meccaniche ormai già viste altrove e sdoganate da Ubisoft nella scorsa generazione. Ci stiamo riferendo in modo particolare alle torri radio sparse in giro che, una volta attivate permettono di avere una visuale più chiara dei vari settori della mappa, e tutte le attività proposte al suo interno. Ed è proprio la qualità di queste attività secondarie a deludere, che si traducono nella raccolta di collezionabili sparsi in giro, atti criminali casuali, settori da ripulire e qualche sfida a corredo.

Senza dubbio Insomniac è stata arguta nel giustificare il completamento di queste attività con dei premi più o meno interessanti come costumi o gettoni da investire nel potenziamento dei gadget, ma sembrano appunto poco più di un pretesto aggiunto quasi in secondo momento per cercare di dare una motivazione all’esplorazione della città. Una vera peccato.

Tra un volteggio e l’altro per la grande mela, il valore della storia per Insomniac si ritrova nella scelta di puntare anche su sezioni di gameplay specifiche nelle quali controlleremo Peter o Mary Jane. In queste fasi la sceneggiatura cerca di dare il suo meglio, puntando su situazioni inedite nelle quali subentrano delle fasi stealth mediamente brevi e alcuni minigiochi più o meno ispirati. Sono fasi come queste che suggeriscono il vero obiettivo dello sviluppatore: raccontare una storia senza troppe sbavature, stravolgendone il gameplay pur di mostrarne ogni sfumatura.

Tornando invece nuovamente sulla parte principale del gioco, ovvero Spider-Man, è impossibile non notare le enormi somiglianze con Batman Arkham. Laddove però Batman era figlio di una struttura di gioco più chiusa, con Spider-Man lo sviluppatore ha potuto sbizzarrirsi facendo leva proprio sull’agilità e le sue capacità.

Gli approcci sono molteplici, tanto che il gioco ricalca quasi pedissequamente certe strutture della serie Rocksteady: momenti stealth, KO silenziosi da sporgenze, fasi investigative e un combat system basato sull’efficacissimo free flow system. La sensazione nel complesso è quella di avere per le mani un videogioco di Batman, ma meno vincolato alle regole dello scenario. Insomniac ha pensato praticamente a tutto, con l’azione su schermo che scorre in modo molto veloce e appagante, impreziosita da numerosi gadget versatili e anche molto creativi. Dopo Marvel’s Spider-Man sarà davvero difficile per qualunque altro sviluppatore realizzare un videogioco dedicato all’arrampicamuri senza tenere in considerazione gli accorgimenti apportati dai ragazzi dai Insomniac alla formula standard.

La parte più divertente risiede poi nella componente ruolistica del gioco, molto accentuata sia chiaro, ma comunque efficace quanto basta per tenere alto l’interesse del giocatore e ottenere il 100%. I costumi, che sono circa una ventina, andranno sbloccati spendendo degli appositi gettoni, ottenibili completando i vari incarichi in città. I costumi non avranno solo valenza estetica, ma avranno anche dei poteri unici che impreziosiranno la personalizzazione del proprio personaggio.

I poteri potranno poi essere scambiati tra i costumi, ma alcuni di essi garantiscono dei bonus molto interessanti. Per esempio il costume tratto da Spider-Man: Homecoming permette di evocare un drone ragno come fuoco di supporto; mentre l’armatura di Avengers: Infinity War permette di attivare gli arti meccanici aggiuntivi per un periodo di tempo limitato sul campo di battaglia. Se Spider-Man è noto per essere molto creativo con gli strumenti in possesso, il gioco fa del suo meglio per dimostrarcelo.

Tra film e videogioco

Dal punto di vista tecnico Marvel’s Spider-Man è una produzione davvero con tutti gli attributi. L’engine in house dello studio ha permesso di creare una New York molto fedele all’originale, ricca di luoghi iconici provenienti dai fumetti, come la Torre degli Avengers, oppure lo studio di Nelson e Murdock. Il livello di dettaglio, e l’espressività dei personaggi garantiscono un colpo d’occhio davvero eccezionale, portando l’intrattenimento digitale al pari dei grandi blockbuster cinematografici.

Molto piacevole anche la direzione artistica scelta dagli artisti dello studio, che rielabora i concept estetici di molti personaggi in una chiave più realistica. Niente calzamaglie tradizionali, ma armature più tecnologiche.

In conclusione

Marvel’s Spider-Man funziona tantissimo quando vuole raccontare una grande storia, che esplora il lato più intimo del personaggio.

Funziona quando ci mostra quei piccoli momenti di vita personale, nei quali viene sviscerato quel dolcissimo rapporto tra Peter e sua Zia, oppure quando entra in scena la complicata relazione con Mary Jane, fatta di tanti piccoli conflitti umani.

Insomniac confezione un vero e proprio kolossal di stampo cinematografico, ma che cade presto vittima delle sue stesse ambizioni. Non un capolavoro, ma sicuramente un gran gioco dedicato a Spider-Man.

VOTO: 8.0

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